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venerdì 13 aprile 2018

ArtLine Milano - Parco d'Arte Contemporanea


Ai piedi delle torri di Citylife (per ora solo Isozaki e Hadid) il Comune di Milano ha realizzato un progetto di arte pubblica denominato ArtLine Milano.
I grattacieli di Citylife: Hadid e Isozaki
Nel parco pubblico si può ammirare una collezione di opere d'arte contemporanea: sono 20 opere permanenti di cui 8 selezionate attraverso un concorso per artisti under 40, altre invece di artisti già affermati.
ArtLine Milano è aperta 7 giorni su 7 ed è completamente gratuita: "L’obiettivo è quello di ricorrere all’arte come a una risorsa per osservare la realtà da altre prospettive, con occhi nuovi.".

Il sito del progetto, con la mappa e la descrizione delle opere la potete trovare qui.

Il Cielo di Belloveso, di Matteo Rubbi è composto da più di 100 stelle, realizzate con colori e materiali variabili, incastonate nel selciato di Piazza Burri. Queste riproducono la mappa del cielo nel 600 a.C. epoca in cui il principe celta Belloveso fondò Milano
Cielo di Belloveso di Matteo Rubbi







Hand anf foot for Milan, di Judith Hopf è composta da due sculture: una mano e un piede realizzati in mattoni
Hand and foot for Milan di Judith Hopf





Filemone e Bauci di Ornaghi & Prestinari, rappresenta due colonne classiche che si tengono a braccetto e osservano i nuovissimi grattacieli. L'arte antica che guarda quella moderna.
Filemone e Bauci di Ornaghi & Prestinari

Daily Desiderio di Riccardo Benassi è una struttura minimale in alluminio verniciato. Il cuore della struttura è uno schermo a led bianhi: "All’interno del display LED, Riccardo Benassi si impegna a trasmettere – grazie a un sistema di broadcasting remoto, integrato e autonomo – un nuovo messaggio testuale per ogni giorno della sua vita, dal giorno di inaugurazione dell’opera fino alla morte dell’artista stesso. Quando la morte dell’artista sopraggiungerà, i messaggi ricominceranno da capo, in loop."
Daily Desiderio di Riccardo Benassi con il messaggio di oggi


Vedovelle e draghi verdi di Serena Vestrucci è una reinterpretazione delle classiche fontanelle pubbliche di Milano. Quest'opera non aggiunge nessun elemento al parco ma utilizza un complemento d'arredo già previsto: le "vedovelle" appunto. 
Per ogni fontanella il bocchello di ottone è stato sostituito con una scultura, sempre diversa. Una sopresa per chi si avvicina a bere!
una delle fontanelle "rivisitate"












E' ancora in corso di realizzazione Coloris di Pascale Marthine Tayou.

In occasione di MiArt e Art Week 2018 è possibile visitare, solo fino al 15/04/2018, l'opera Sacrilege di Jeremy Deller. Si tratta della riproduzione, in scala 1:1 del sito di Stonehenge in versione gonfiabile!
Sacrilege di Jeremy Deller


martedì 10 aprile 2018

Il Palazzo dello Sport - alias Padiglione 3 - alias Palazzo delle Scintille


Il Palazzo dello Sport di piazza VI Febbraio, noto anche come Padiglione 3,  fu progettato nel 1922 dall’architetto Ingegnere Paolo Vietti Violi ed inaugurato nell’aprile 1923, in occasione del Salone dell’Automobile.
Fu uno dei primissimi edifici a vedere la luce nel nascente quartiere espositivo di Fiera Milano.


 
Il Palazzo dello Sport, a pianta rettangolare, venne costruito in cemento armato, con una grande cupola in ferro e vetro con particolari liberty, forse una delle più grandi concepite in Italia nel periodo.
Per le sue caratteristiche strutturali (quasi 10.000 mq in superficie e 160.000 mc in volume per  20.000 persone), il padiglione si proponeva come uno spazio multifunzionale per esposizioni,  manifestazioni sportive e spettacoli.




La prima edizione postbellica della Fiera ebbe luogo nel settembre 1946: in quell’anno gli spettacoli della stagione estiva del “Teatro alla Scala” vennero trasferiti al “Palazzo dello Sport”, in attesa della ricostruzione del teatro bombardato nel 1943.

Con la riqualificazione in corso del quartiere, trasformato nel nuovo polo residenziale/terziario di Citylife, il Palazzo dello Sport, oggi noto come “Palazzo delle Scintille”, è uno dei pochissimi edifici a non essere stato demolito. La destinazione finale dovrebbe essere quella di un museo.